Negli ultimi anni sempre più persone fanno ricorso alle diete iperproteiche per ottenere risultati in breve tempo.
Le proteine infatti contrastano sia la diminuzione del metabolismo basale, sia la perdita di massa magra, oltre ad avere un grande potere saziante: questi in breve gli aspetti fondamentali che determinano il successo dei regimi iperproteici.
Guardando i dati statistici, si osserva che il consumo di proteine in media nella popolazione sta nettamente aumentando, anche in Italia e soprattutto tra i giovani, senza considerare l’utilizzo di integratori.
Ma quando l’eccesso di proteine è eccessivo?
Risale agli anni ‘30 la pubblicazione, su un’importante rivista scientifica, di un articolo che affrontava il tema dell’eccessivo consumo di proteine da parte di un gruppo di esploratori, nei quali si osservarono nausea e diarrea, seguiti da morte nel giro di 2-3 settimane. Questa sindrome fu spiegata con l’incapacità del nostro fegato di smaltire l’eccesso di proteine. Anche Charles Darwin, in uno dei suoi testi, parla di una sindrome analoga.
Quindi, sembra ci sia una soglia di proteine che il nostro organismo può tollerare, superata la quale gli effetti possono essere anche molto gravi.
Per quanto riguarda l’abitudine a diete iperproteiche nel lungo termine, spesso si citano i potenziali danni ad organi quali fegato e reni, da non sottovalutare soprattutto in alcuni soggetti a rischio, ma al momento non ci sono studi che descrivano con esattezza cosa potrebbe succedere al nostro organismo.
Per cui l’argomento è molto delicato e prima di imbarcarsi in un regime iperproteico sarebbe meglio rivolgersi ad un esperto.

[cml_media_alt id='1518']Cinzia Scarcelli - 7[/cml_media_alt]

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